La sorgente Egeria è alimentata dal bacino idrico dei Castelli Romani. Nel suo percorso per arrivare alla fonte, l’acqua attraversa un sottosuolo di origine vulcanica. È così che si arricchisce dei sali minerali e dell’effervescenza che la rendono unica, mentre gli strati di argilla e basalto la proteggono da intemperie e agenti esterni e ne conservano intatte tutte le caratteristiche.

Classificata come “medio minerale”, presenta il giusto equilibrio di sali minerali indispensabili per mantenere in forma l’organismo: il calcio per il metabolismo delle ossa e l’attività muscolare, il magnesio per combattere stanchezza, irritabilità e cali di tono, il potassio per le cellule muscolari e nervose, il fluoro per lo smalto dei denti.

Ottima per chi fa sport, per chi è attento al benessere e per chi conduce una vita attiva, Egeria favorisce la reidratazione e la reintegrazione dei sali minerali. Purezza, digeribilità e gusto unico la rendono l’acqua ideale da consumare in qualsiasi momento della giornata.

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box-sotto-MINERALI

Caratteristiche chimico – fisiche dell’acqua minerale Egeria

Temperatura alla sorgente

°C

17,0

Residuo fisso a 180°C

mg/L

625

Conducibilità elettrica

μSx cm-1

768

pH alla sorgente

pH

6,17

Anidride Carbonica CO2

mg/L

549

Elementi caratterizzanti espressi in mg/L

Nitriti

NO2

< 0,002

Nitrati

NO3

38,8

Bicarbonati

HCO3

473

Sodio

Na+

45

Potassio

K+

59

Calcio

Ca++

97

Magnesio

Mg++

24

Silice

SiO2

64

Fluoro

F

1,05

*Analisi chimica e chimico-fisica effettuata presso il Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza.

Roma, 29 dicembre 2015

IDENTIKIT

La normativa italiana e comunitaria definisce l’acqua minerale come:

  • di origini sotterranea e protetta

  • batteriologicamente pura all’origine

  • con composizione e caratteristiche costanti

  • con possibili effetti favorevoli per la salute

  • imbottigliata all’origine in contenitori sicuri e controllati

Le acque minerali provengono da giacimenti profondi, protetti e incontaminati. Le sorgenti sono caratterizzate da minime variazioni stagionali: alcune sorgenti danno da secoli acqua minerale nella stessa quantità e con la stesse caratteristiche qualitative.

Ogni acqua minerale, per la sua particolare storia idrogeologica, è unica. La composizione e il tenore di minerali le conferiscono gusto e proprietà peculiari. La flora microbica originaria la rende viva e attiva. Sono vietati per legge tutti i trattamenti risananti. L’acqua minerale, batteriologicamente pura e priva di inquinanti alla sorgente, imbottigliata in contenitori sicuri e igienici, arriva al consumatore così come sgorga alla fonte.

CLASSIFICAZIONE

Le acque minerali naturali si classificano sulla base del residuo fisso, ovvero la quantità di sali minerali disciolti in un litro d’acqua misurati dopo evaporazione a 180°C (espressi in milligrammi/litro).

  • Minimamente mineralizzate (residuo Fisso <50mg/l)

  • Oligominerali (Residuo Fisso tra 50 e 500 mg/l)

  • Mediominerali (residuo Fisso tra 500 e 1500 mg/l)

  • Ricche di sali minerali (Residuo Fisso >1500 mg/l)

NORMATIVA

Per la legge, le acque minerali naturali si distinguono dalle ordinarie acque potabili per la purezza originaria e sua conservazione, per il tenore in minerali, oligoelementi e/o altri costituenti ed eventualmente per taluni loro effetti. Esse vanno tenute al riparo da ogni rischio di inquinamento.

(D.Lgs. 25 gennaio 1992 n. 105, art. 1, comma 2)

 MINERALE? NATURALE!

Acque minerali naturali e acque potabili sono acque diverse, disciplinate da leggi diverse, con origini e caratteristiche diverse.

  • L’acqua minerale proviene da un giacimento profondo, protetto e incontaminato. È pura batteriologicamente all’origine. Non è soggetta a trattamenti di disinfezione. È imbottigliata all’origine. Inoltre, l’acqua minerale ha e deve avere per legge la costanza della composizione e della temperatura. Il contenuto costante dei sali in essa disciolti costituisce l’identità di ciascuna acqua minerale. La sua unicità.

  • L’acqua di rubinetto ha origini diverse: proviene spesso da laghi o fiumi (a Torino una buona percentuale viene da Po, a Firenze dall’Arno), falde sotterranee o superficiali, a volte anche da acque salmastre. Proprio per questa sua provenienza, è soggetta a varie possibilità di contaminazione e quindi a trattamenti di potabilizzazione e di disinfezione che comportano il contatto con sostanze chimiche che lasciano “tracce” e alterazioni dell’acqua. I composti del cloro (prevalentemente ipoclorito) comunemente impiegati per tale scopo, determinano la formazione di sostanze dotate di una tossicità più o meno elevata in funzione della loro natura e quantità.

 CONTROLLI

L’acqua minerale e l’acqua di rubinetto sono entrambe soggette a numerosi controlli.

  • L’acqua minerale non avrebbe, in teoria, bisogno di particolari controlli data la sua purezza originaria, la sua provenienza da giacimenti profondi e l’imbottigliamento all’origine. È comunque soggetta a esami e verifiche periodiche da parte dell’Autorità Sanitaria, ma anche dal sistema di Autocontrollo delle aziende che prevede frequenti campionature ed esami durante tutto il ciclo produttivo: alla sorgente, all’impianto di imbottigliamento, ai depositi all’ingrosso e alla vendita al dettaglio. Le acque minerali possono annoverare decine di migliaia di analisi l’anno.

  • L’acqua di rubinetto origina da falde superficiali, soggette maggiormente a contaminazione sia batteriologica sia chimica, o è captata da fiumi e laghi e spesso viaggia nelle condutture per chilometri. Viene poi potabilizzata attraverso trattamenti che possono lasciare “tracce” nell’acqua. Per questi motivi la legge prevede il controllo di alcuni parametri (quali ad esempio il clorito, il bromato ecc.) che non sono previsti per l’acqua minerale poiché non subisce trattamenti di disinfezione.

Fonte: mineracqua.it